Il Tumore del Pancreas benché non sia tra le neoplasie più frequenti, risulta essere la quinta causa di morte per tumore.
Sono circa 13.700 infatti i nuovi casi, circa il 3% di tutti i tumori incidenti tra maschi e femmine. La frequenza aumenta con l’età e in particolare nelle donne oltre i 70 anni. L’andamento temporale dell’incidenza di questa neoplasia, al netto delle variazioni di età nella popolazione, è in crescita significativa tra gli uomini.
Ad oggi non esistono metodi per la diagnosi precoce del carcinoma del pancreas. La malattia è di solito per lungo tempo asintomatica; solamente il 7% dei casi è diagnosticato in stadio iniziale.
Meno del 20% dei pazienti è candidabile per una chirurgia con intento “curativo”, con una sopravvivenza a 5 anni intorno al 20%.
Nella malattia metastatica solo negli ultimi anni si è assistito ad un miglioramento rispetto al trattamento con la sola Gemcitabina che è rimasta standard of care per decenni sulla base di un trial che ne dimostrava l’efficacia in termini di clinical benefit (riduzione dei sintomi).
Nuove combinazioni come Folfirinox e Nab-paclitaxel/Gemcitabina hanno dimostrato un incremento significativo della sopravvivenza, quest’ultima doppietta con un favorevole profilo di tossicità.
Recentemente è stato reso disponibile alla commercializzazione, anche in Italia, irinotecan liposomiale pegilato, un antitumorale appartenente al gruppo degli “inibitori delle topoisomerasi” il quale blocca un enzima denominato topoisomerasi I, che interviene nella duplicazione del DNA cellulare, necessaria per la formazione di nuove cellule. Tale azione impedisce la moltiplicazione delle cellule tumorali, che finiscono per morire. L’irinotecan liposomiale pegilato è incapsulato in microscopiche particelle grasse denominate “liposomi”. È atteso che i liposomi si accumulino nel tumore e rilascino il medicinale lentamente, in modo che irinotecan sia eliminato dall’organismo meno velocemente e possa agire per un tempo prolungato. Gli studi clinici hanno dimostrato risultati soddisfacenti in termine di sopravvivenza nel paziente a cui è stato somministrato il farmaco con un buon profilo di tollerabilità.
A tal proposito, si rende necessario il confronto con gli specialisti del settore per valutare come i risultati degli studi clinici possano essere traslati nella pratica clinica, nel rispetto della governance e della qualità della vita dei pazienti.
L’obiettivo dell’evento sarà di condividere con gli specialisti oncologi la più appropriata strategia diagnostico terapeutica che assicuri il miglior beneficio clinico e massimizzi la compliance del trattamento alla luce delle nuove evidenze della letteratura.
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